martedì 6 novembre 2012

La strada


La strada stesa sotto il sole, sembra allungarsi ad ogni passo. Quello zaino sulle spalle, pesa, fardello di una colpa che sentiva, seppur sapendo di non avere.
Respira la polvere, che alzano i suoi piedi, adesso la strada è diventata un sentiero, non piove da molto nella calda regione.
Il paesaggio, un tempo noto, non le è più familiare, è convinta di aver sbagliato strada. Non un segno, all'orizzonte, che la rincuori. Procede fidandosi del suo istinto.
Si ferma a riposare, appoggiata con la mano a un nodoso tronco, sul palmo la corteccia disegna per lei.
È passato così tanto tempo che... non ci pensare, cammina, la strada è lunga. Lei vuole arrivare, lei ha paura di arrivare, non è certa di sapere.
Il sole si sta abbassando all'orizzonte, è meno faticoso procedere, il riverbero non acceca più.
I piedi, nelle pesanti scarpe fuori stagione, fanno male, avrebbe bisogno di refrigerio. Lei ricordava un ruscello, che non riesce a vedere. Dovrà aspettare ancora, per fortuna la destinazione è prossima.
Eccola, quella collina, adesso ha la certezza di aver imboccato la strada giusta.
Dietro la casa, dentro l'uomo. Finalmente lei è lì davanti. Dopo tutti questi anni è riuscita a tornare, finalmente, dopo tutti questi anni che diritto ha di entrare in quella vita, nuovamente, dopo tutti questi anni non si sente più sicura.
Dopo tutti questi anni, dopo tutta questa immensa attesa, gira la testa per ammirare ancora una volta il suo sogno, poi si allontana.
Lui è alla finestra, e di fermarla non ha il coraggio.  

6 commenti:

  1. sì è triste... ma non credo sia quello il metro di giudizio:)

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  2. intendevo che si percepisce tristezza, si sente , traspare è descritto meravigliosamente

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  3. ok... già meglio!!!te invece...due parole in croce dai:)

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